Mohammed Zaghal, chef libanese di fama internazionale, durante il suo viaggio in Italia lo scorso 29 settembre ha scelto come tappa la Campania ed è stato ospitato da Slow Food Campania, spinto dal suo profondo interesse per la produzione della mozzarella di bufala. Nella Tenuta Vannulo, azienda biologica che sorge nella piana di Paestum, non lontano dalla famosa area archeologica, lo chef ha avuto la possibilità di prendere visione dell’intera filiera produttiva in un percorso dove i sensi sono stati profondamente stimolati. Lo sguardo attento di Zaghal sembrava voler imprimere indelebilmente nella mente tutto ciò che stava osservando, a partire dal pascolo dove si muovono lente le imponenti bufale, proseguendo con la mungitura e la lavorazione del latte crudo da parte dei sapienti maestri casari per giungere infine all’esaltazione del gusto con l’assaggio del prodotto finito. Da Vannulo Mohammed ha gustato la mozzarella di bufala e lo yogurt da latte di bufala. Il giorno successivo lo Chef ha visitato anche un caseificio del casertano, “La Salicella” sito in Francolise, dove dopo aver scrutato i luoghi di lavorazione ha potuto godere dell’assaggio della mozzarella e della provola affumicata sulla paglia, manifestando sempre grande entusiasmo per il coinvolgimento sensoriale indotto da questa “famiglia di prodotti campani” che davvero può definirsi “unica”.
I valori che muovono Mohammed Zaghal a svolgere con tanta passione il suo “mestiere” sono gli stessi rintracciabili nella filosofia di Slow Food: “semplicemente” l’amore per la cucina fatta di alimenti genuini prodotti nel rispetto dell’ambiente e degli individui che concorrono alla loro realizzazione. Durante il tempo trascorso insieme Zaghal ha più volte affermato che i suoi piatti sono il risultato di una continua ricerca basata sulla curiosità verso l’origine dei prodotti utilizzati. Per questo motivo ha particolarmente apprezzato il lavoro che Slow Food sta facendo per creare una rete che metta in comunicazione gli attori della filiera gastronomica: produttori, ristoratori, consumatori (co-produttori). Il suo entusiasmo è aumentato scoprendo che questo progetto è perseguito attivamente non solo a livello internazionale e nazionale ma anche locale, grazie all’operato delle Condotte presenti in tutta Italia, non ultima la neonata Massico e Roccamonfina. Sulla scia di questi discorsi, lo chef ha espresso il desiderio che una tale realtà possa diffondersi anche nella sua terra natale, mostrandosi pronto ad attivarsi personalmente.
In occasione del viaggio di Mohammed Zaghal tra le eccellenze e le diversità del territorio Campano, la Condotta Massico e Roccamonfina, nell’ambito di una progettualità ben definita, ha organizzato l’evento “Sponde dello stesso mare” dedicata a produttori e ristoratori del territorio. La serata si è svolta in un clima conviviale, condito dalla sapiente cucina di Berardino Lombardi, che trova la sua origine nelle terre di Conca della Campania. Tema cardine è stato il confronto e lo scambio tra produttori e ristoratori locali, con l’intento sia di far emergere le problematiche legate ad un’ accoglienza che deve vedere integrati tutti gli attori del territorio sia di provare a creare una “filiera breve”, dove siano rappresentate le varie espressioni e ricchezze tipiche della nostra Condotta. I protagonisti sono stati dunque i produttori, i ristoratori ed i co-produttori, i quali parlando con grande coinvolgimento attraverso parole in forma di racconto, hanno fatto emergere le difficoltà connesse ad una operosità che affonda le sue radici nella esaltazione della biodiversità delle nostre terre e nella ricerca locale delle materie prime, arricchite dalla passione e dalla volontà che accomuna da anni tutti coloro che hanno risposto all’invito. Tra i racconti anche il sogno di Mohammed, accolto con grande partecipazione e condivisione, di creare tra Italia e Libano una
rete di relazioni e di confronto tra le persone, non solo un movimento di prodotti. La sua convinzione, ampiamente sostenuta dai presenti, è che con lo scambio della sapienza, del saper fare, ossia ciò che sta all’origine del cibo, è possibile dar vita a collaborazioni più costruttive e proficue perché un’idea, a differenza di un bene materiale (seppur di alto valore quale è il cibo), può coinvolgere non uno ma più uomini e può contribuire a formare “reti di relazioni” umane oltre che di scambio di beni.
Alessia Broccoli
*tipico aperitivo/antipasto libanese