La ricerca del buono-pulito-giusto mi ha portata a Castel Volturno nelle terre di Don Peppe Diana, circa80 ettari confiscati alla camorra fra Castel Volturno, Cancello Arnone, Teano, Pignataro, Carinola e affidati alla associazione Libera che sta attuando il progetto di una fattoria didattica, sociale e bioenergetica dove sarà prodotta “La mozzarella della legalità” con il marchio “Libera terra”, proprio su questo territorio Sabato 10 Ottobre si é tenuta l’Assemblea Provinciale di Libera a cui hanno partecipato magistrati, avvocati, giornalisti, amministratori, economisti, parenti di vittime innocenti di camorra, volontari semplici cittadini.
I temi dell’incontro sono stati: Il sapere della cittadinanza-Dovere di informazione- Politica della legalità- La parola della libertà – L’economia della solidarietà. Ottimi ingredienti per coniugare la cultura della alimentazione con l’alimentazione della cultura, intendendo buono come giusto e pulito come legale.
Alchimia quasi magica che in queste terre consente ancora la produzione di prodotti dai colori solari, dagli aromi salmastri, dai profumi selvatici. Scopro così i paccheri con il marchio “Il g(i)usto di Campania”, pasta prodotta con il grano mietuto su un terreno confiscato in località Pignataro, altri prodotti come vino, legumi. . .si possono acquistare presso Le Botteghe dei sapori e dei saperi attraverso registrazione al sito http://www.libera.it.
Nella stessa giornata la proiezione di filmati, la formazione di tre gruppi di lavoro attorno ai temi centrali della manifestazione hanno scaturito una serie di interessanti confronti che hanno condito con genuino interesse anche alcune problematiche emerse, donando effervescenza al tutto. Per chiudere un bicchiere di vino Libera terra,pane e verdure di produzione della cooperativa e un gusto di identità ritrovata dove Terra Libera e Terra Madre si incontrano nella cura e nella attenzione che snidano la cattiva cura e riempiono gli spazi lasciati vuoti dalla sterile disattenzione.
Adriana Poleselli – condotta Slow Food Massico e Roccamonfina