»
S
I
D
E
B
A
R
«
La condotta, la storia, i prodotti e il territorio.
febbraio 27th, 2009 by Il Fiduciario

Buono: La natura vulcanica del sottosuolo, il clima mite e la morfologia del territorio fanno di questa terra, che anticamente i Romani chiamavano Campania Felix, cioè fortunata, un’area a vocazione agricola intensiva che, oggi come allora, è in grado di dare prodotti di eccellente qualità. Il vino Falerno, ma anche i vini ottenuti dalle viti allevate sulle pendici del vulcano spento di Roccamonfina nella zona di Galluccio, la mozzarella e la ricotta di bufala, le ciliegie e le pesche, gli ortaggi, le castagne e i funghi di Roccamonfina, l’olio extravergine d’oliva da Sessana, che da noi gli anziani chiamano Cecinella o ancora Olivastro, la frutta secca di Conca della Campania e il suino nero Teanese da cui si ottengono gli ottimi salumi sidicini, i formaggi caprini, caratterizzano una delle zone con maggiori giacimenti gastronomici della regione, un’area racchiusa tra il mare (pesce azzurro tra cui le alici e il pesce bandiera, ma anche i totani, i mitili e frutti di mare poveri come telline e cannolicchi) e i fiumi Volturno e Garigliano.

 

Pulito: Oasi naturali protette, e un Parco Regionale di nuova e moderna concezione, quello di Roccamonfina e foce Garigliano, rappresentano i più recenti atti della tutela di un territorio che anche dal punto vista ambientale si scopre generoso. Il Monte Massico, patria del celeberrimo Falerno tanto caro ai Romani, l’oasi protetta del lago di Falciano, la riserva di Castelvolturno sono importanti aree di sosta e nidificazione dell’avifauna, più a nord il Roccamonfina, vulcano spento sulle cui pendici crescono abbondanti funghi e castagne. I corsi d’acqua e le eruzioni vulcaniche hanno condizionato la natura dei terreni dell’intero comprensorio, a questa generosità della Terra Madre oggi rispondono sempre più produttori che anche attraverso ambiziosi progetti cercano di ottenere produzioni ad impatto zero, si diffondono le pratiche di agricoltura biologica e lotta integrata e si registrano alcuni virtuosi esempi di agricoltura biodinamica e permacultura.

 

Giusto: Se è vero che un prodotto gastronomico è il frutto dell’interazione tra terreno, clima, ambiente e saperi umani nel corso dei secoli in questo territorio dove l’agricoltura è sempre stata la principale vocazione, produrre in maniera giusta vuol dire anche sostenere la produzione agricola nei terreni e sui beni confiscati alle mafie e al contempo in collaborazione con altre associazioni presenti sul territorio sostenere azioni per la diffusione e la pratica della legalità, combattere il lavoro nero e lo sfruttamento criminale del lavoro agricolo. Qui dove il ritmo delle stagioni è anche ritmo dei secoli, fin dai tempi degli Aurunci e dei Sidicini, nobili popoli che, considerate le ricchezze e la fertilità del loro territorio per primi vi si stabilirono, riconciliare l’essere umano con la terra può e deve ritornare ad essere la priorità.

 

Il comitato di condotta recentemente costituito intende lavorare al servizio del territorio allo scopo di educare al gusto, salvaguardare la biodiversità, promuovere un nuovo modello agro – alimentare rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali. Le priorità sono già state individuate creare una comunità del cibo e coinvolgere i giovani intorno a progetti concreti per sostenere l’agricoltura di prossimità e la sovranità alimentare.

 

Giuseppe Orefice


Leave a Reply

»  Substance: WordPress   »  Style: Ahren Ahimsa