Giuseppe Orefice è un giovane napoletano di 33 anni.
Vive a Fuorigrotta, il padre è un ex dipendente Ferrovie dello Stato, la madre insegnante.
L’adolescenza è caratterizzata da due forti passioni: quella per il teatro al quale si avvicina per gioco, ma che lo condurrà a creare ben presto una propria compagnia con la quale porterà gli spettacoli da egli stesso scritti in diverse piazze e teatri italiani e quella per lo scoutismo, percorrendone tutte le tappe da esploratore ad educatore.
Iscrittosi all‘Istituto Tecnico Francesco Giordani di Napoli con l’intento di studiare informatica viene folgorato dall’interesse per la chimica, specializzazione con la quale si diplomerà nel 1993/94 senza mai tralasciare l’iniziale curiosità per i sistemi informatici dei quali si interessa nel tempo libero.
La scelta universitaria si presentava difficile.
L’amore per la chimica, le scienze (è vincitore di alcuni premi regionali) e l’arte si accompagnava all’avvertita esigenza di impegnarsi in studi a più forte carattere sociale e a più dinamico profilo pratico.
L’iscrizione alla Facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli al corso di laurea in Tecnologie Alimentari rappresentava, pertanto, l’ambizione di cogliere attraverso gli studi quelle applicazioni reali dei concetti appresi e, soprattutto, il desiderio di possedere quegli strumenti necessari a migliorare processi e pratiche tecnologiche.
Durante gli studi universitari, tuttavia, Orefice ha sempre lavorato per mantenersi agli studi e per godere dell’indipendenza economica necessaria per coltivare le sue passioni, il cui impegno si intensificava. Orefice insegna privatamente ai ragazzi delle superiori, vende quotidiani, configura computer per la navigazione in internet.
Si laurea nel 2003 con una tesi sul limoncello, dimostrando acuto interesse per i prodotti tipici e per le produzioni campane.
Iscrittosi all’ordine dei Tecnologi Alimentari mostra sin dall’inizio interesse per la libera professione, ma deve prima espletare il servizio civile in sostituzione del servizio militare, scegliendo l’obiezione di coscienza; lo fa presso il comune di Napoli contribuendo alla riorganizzazione dell’ ufficio Reddito minimo d’Inserimento ricevendo i complimenti dall’allora assessore Raffaele Tecce.
Nello stesso tempo collabora con il dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università per un progetto sull’ottenimento di un distillato dalle bucce di limone precedentemente sottoposte a macerazione, progetto con il quale arriva in finale del concorso Start Cup per le migliori idee imprenditoriali.
E’ tempo di decidere cosa fare da grande. L ’interesse per l’Agriturismo, i prodotti tipici, il vino, lo portano a seguire un Master in Creazione e Gestione di imprese Agrituristiche dal quale nascerà l’idea di creare “Mediterraneo sia” una società che si occupi di fornire consulenza e servizi alle realtà che operano nel turismo rurale.
Dalla creazione della società si susseguono diversi seminari e corsi che porteranno Orefice ad essere probabilmente una delle persone più formate in questo settore: ben 6 tra corsi e master in Agriturismo, 3 in Fattorie Didattiche, 3 in Turismo del Vino fanno del dott. Orefice un professionista serio e competente.
Nasce in quegli anni la collaborazione con la dott.ssa Vittoria Brancaccio, presidente nazionale di Agriturist. Presso l’azienda della dott.ssa Brancaccio, Orefice collabora lavorando fattivamente a sviluppare oltre che l’azienda stessa, l’associazione Agriturist, le strade del Vino della Penisola Sorrentina e il settore delle fattorie didattiche.
Attualmente Orefice oltre ad amministrare “Mediterraneo sia” scrive per giornali e riviste legate al turismo enogastronomico curando diversi servizi riguardanti Le Strade del Vino della Campania, le fattorie didattiche e il turismo rurale, inoltre gestisce la prima rete della Campania di fattorie didattiche ed è sommelier professionista.
Collabora con la Provincia di Caserta per progetti di sensibilizzazione e promozione dei prodotti tipici e della cultura rurale.